Dibattito pubblico contro le morti strane e preannunciate nelle istituzioni totali (Noluoghi) Carceri-OPG-CPT o CIE. Questi noluoghi sono diventate discariche sociali in cui viene rinchiuso il diverso, il non omologato. Stiamo assistendo ad un massacro pianificato finalizzato a creare emergenza ed in nome di questa legiferare e definire la privatizzazione delle carceri determinando una delle poche industrie sempre in attivo ai danni dell'umanità. Vedi la situazione in america. Si deve esigere l'applicazione e l'estensione delle leggi vigenti che prevedono pene alternative (per esempio le tossicodipendenze non sono compatibili con un regime carcerario) determinare totale trasparenza di questi noluoghi dove gli uomini vengono sospesi dei propri diritti, trasparenza amministrativa. Verità e giustizia per Franco Mastrogiovanni e per tutte le morti di stato.
Si chiamavaFrancesco Mastrogiovanni, compagno anarchico, è morto su un letto di contenzione il 4 agosto 2009 in una delle sezioni più violente e criminali delle istituzioni totali di controllo: in un ospedale psichiatrico in provincia di Salerno (San Luca di Vallo della Lucania), trovato con profonde ferite ai polsi e alle caviglie che secondo i periti sarebbero state provocate da una legatura prolungata con legacci di plastica rigida o fil di ferro.
Sabatino Catapano, attore,scrittore e poeta finito in opgè sottoposto a torture con procedure psichiatriche orrende.Questa una breve sequenza dello spettacolo svoltosi a siena in ottobre 2008 organizzato da Media-azione -riprese video Marzia Umani & Christian Brogi
Mura che occultate L´infamia contro l´umanità Mura omertose Mura impregnate di violenza e di terrore Di grida e di dolore Che siate di pietra viva o di cemento Non ascoltate nessun lamento Sordi ad ogni implorazione Ad ogni preghiera Ostinate nel vostro silenzio Guardate indifferenti Oltre la sofferenza.
C’è un’industria negli Stati Uniti d’America che non ha risentito in nessun modo della crisi globale dell’economia: è quella dei penitenziari privati.
All’interno di queste prigioni super tecnologiche, controllare i detenuti costa molto poco e le spese di gestione sono praticamente irrisorie grazie a un numero minimo personale di vigilanza a fronte di un massimo numero di reclusi. L’esasperazione del sistema panottico al servizio del business.
ADenver, nel Colorado, ci sono detenuti lavoranti che guadagnano due dollari l’ora, rendendo altamente competitivi i prodotti per il bassissimo costo della mano d’opera.
Due giornalisti francesi, David DufresneePhilippe Brault, dopo aver visitato 14 penitenziari dello stato del Colorado (tra i quali il famoso Supermax dove sono rinchiusi più di cinquecento detenuti) hanno realizzato il film documentario Prison Valley con il quale raccontano i meccanismi di funzionamento e la quotidianità di chi vive al di là delle mura carcerarie.
Prison Valley è, per l’esattezza, un web documentary, prodotto daUpian, casa che ha finanziato alcuni fra i più significativi esperimenti multimediali, comeGaza/Sderot eThanatorama, e sarà trasmesso su internet a partire dal prossimo mese di aprile.
Alexandre Brachet, fondatore e responsabile di Upian, ha dichiarato:
«Il nostro intento è quello di mostrare cosa significa fare soldi sulle spalle dei detenuti. Il documentario è presentato come un road movie e i personaggi che si incontrano nel corso del viaggio offrono, progressivamente, informazioni sul tema generale. Il format è stato scelto per integrare cinema d’inchiesta e interattività. Il reportage è fruibile online come fosse un programma tv o un prodotto cinematografico. Tuttavia, a intervalli più o meno regolari, la narrazione si interrompe, permettendo ai vari utenti di interagire fra loro e con i personaggi del video. Ad esempio, sarà possibile scegliere quali domande porre nel corso delle interviste, oppure selezionare gli ambienti in cui muoversi».
IWeb Documentariescostituiscono una nuova forma di comunicazione finalizzata a diffondere inchieste e repartages visivi. Prison Valley, in particolare, offre contenuti extra molto curati, dalle statistiche comparate fino a una carrellata di immagini in slide show.
Presto on line il reportage carcerario, per renderci conto visivamente di come funzionano le carceri private negli Stati Uniti.
l'11 settembre 2007 a Ramallah. Jamal spiega lucidamente il progetto politico sotteso
dal muro, la lotta demografica per dare alla Palestina
una chiara matrice ebraica e le modalità con cui Israele
sottrae terre ai palestinesi per impiantarvi colonie.
[29/12/09] Jamal è¨ stato arrestato il 15 dicembre
dall'esercito israeliano,ad oggi imprigionato
in isolamento in regime di detenzione
amministrativa (ovvero senza prove o
specifiche accuse a suo carico).
Nelle ultime settimane stava lavorando
per spingere le rappresentanze
dell'Unione Europea a impegnarsi maggiormente
nella tutela degli attivisti, seguendo regolarmente
i processi a loro carico e sollevando
i casi specifici degli abusi detentivi
nel dialogo politico tra l'U.E. e Israele.FreeJamal
Chi è Jama Jumal Jumà?
Verso la mezzanotte del 15 dicembre, i servizi di sicurezza israeliani hanno convocato Jamal Juma’ per un interrogatorio. Qualche ora più tardi, lo hanno ricondotto a casa sua. Una volta a casa, Jamal Juma’ è stato ammanettato, mentre i soldati hanno perquisito la casa per due ore, mentre la moglie e i tre figli piccoli stavano a guardare impotenti. Al momento di andarsene, i soldati hanno detto alla moglie che avrebbe potuto rivedere il marito solo attraverso uno scambio di prigionieri. Jamal Juma’ è stato quindi portato via e arrestato, col divieto di incontrare un avvocato o di ricevere familiari, senza che gli fosse fornita alcuna spiegazione per il suo arresto.
Jamal ha 47 anni, è nato a Gerusalemme e ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti umani palestinesi. L’obiettivo principale del suo lavoro è volto alla responsabilizzazione delle comunità locali perché reclamino i loro diritti umani di fronte alle violazioni dell’occupazione. E’ membro fondatore di diverse ONG palestinesi e reti della società civile e coordina la Campagna palestinese contro il Muro dell’Apartheid fin dal 2002. Il suo ruolo è riconosciuto a livello internazionale, è stato più volte invitato a presentare all’estero il dramma rappresentato dal Muro ed è intervenuto anche presso le Nazioni Unite. I suoi articoli e le sue interviste sono ampiamente pubblicate e diffuse e la sua opera è stata tradotta in diverse lingue. Essendo un personaggio di grande visibilità, Juma ‘non ha mai tentato di nascondere o mascherare le sue attività. Quello di Jamal Juma’ rappresenta l’arresto di più alto profilo all’interno di una crescente campagna di repressione tesa a colpire la base diella mobilitazione contro il Muro e le colonie. Inizialmente sono stati arrestati attivisti locali dei villaggi colpiti dal Muro, ma recentemente le autorità israeliane hanno cominciato a spostare la loro attenzione sui difensori dei diritti umani di fama internazionale, come Mohammad Othman e Abdallah Abu Rahmeh. Mohammad, un altro membro della campagna Stop the Wall, è stato arrestato quasi tre mesi fa, di ritorno da un giro di conferenze in Norvegia. Dopo due mesi di interrogatori, le autorità israeliane non essendo in grado di formulare accuse specifiche contro Mohammad, hanno emesso un ordine di detenzione amministrativa in modo da impedire la sua liberazione. Abdallah Abu Rahma, una figura di spicco nella lotta non violenta contro il Muro a Bil’in, è stato prelevato dalla sua abitazione da soldati a volto coperto nel bel mezzo della notte, e dopo una settimana è seguito l’arresto di JamalJuma’. Con questi arresti, Israele mira a indebolire la società civile palestinese e la sua influenza sulle decisioni politiche a livello nazionale e internazionale. Questo processo criminalizza chiaramente il lavoro dei difensori dei diritti umani palestinesi e palestinesi, la disobbedienza civile. E’ fondamentale che la comunità internazionale si mobiliti contro i tentativi di Israele di criminalizzare chi lotta contro il Muro. La politica israeliana mettendo nel mirino le organizzazioni che pretendono che vengano riconosciute le responsabilità dello stato ebraico, intende sfidare le decisioni dei governi e degli organismi internazionali, come la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), che denunciano le violazioni israeliane del diritto internazionale. Una sfida che non deve vincere
17/12/2009 Gerusalemme
Questo Venerdì circa 400 manifestanti hanno partecipato a una marcia partita dal centro di Gerusalemme, verso la nieghborhood di Sheikh Jarrah nella parte est di Gerusalemme.La polizia non ha concesso un permesso per il corteo dei partecipanti e di conseguenza ha deciso di dividere in gruppi più piccoli e raggruppare all'ingresso della nieghrbohood.Anche se la manifestazione è stata (come al solito) non-violenta, venti manifestanti sono stati arrestati e detenuti per 24 ore.
seguito degli arresti e dopo che la polizia ha violentemente disperso la manifestazione, i coloni locali arrivati nel quartiere hanno provocato i residenti palestinesi.Due palestinesi sono stati arrestati.La notte seguente, 200 persone hanno convocato una manifestazione di solidarietà per venti arrestati .Gli arrestati sono stati poi rilasciati su cauzione e la condizione che non partecipano a eventuali dimostrazioni.Otto sono stati incriminati.
A Bil'in, la manifestazione organizzata dal Comitato Popolare contro il Muro è stata raggiunta da decine di dirigenti, iscritti e simpatizzanti del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.Come ogni Venerdì un certo numero di attivisti per la pace internazionale e di Israele e persone provenienti da Bil'in e dei villaggi vicini hanno preso parte alla demo.Dopo la preghiera del Venerdì, un gruppo allegro e umido di manifestanti portavano striscioni che condannano l'occupazione israeliana e dei suoi metodi repressivi, mentre hanno marciato verso il muro costruito su terreni Bili'n.Slogan e discorsi chiamato per l'unità nazionale e ha ricordato i principi del palestinese.Quando i manifestanti si avvicinano al muro l'esercito israeliano ha sparato bombe sonore e gas lacrimogeni e dopo un po 'un soldato anche sparato alcuni proiettili di gomma-metallo rivestito.
La manifestazione è stata seguita da una invasione notturna effettuata da cinque jeep militari pieni di soldati e ufficiali di polizia di immigrazione.Le forze armate delle Forze di Difesa israeliane sono entrate nel villaggio di Bi'lin per il primo raid notturno in più di 1 mese.Circa 30 soldati di livello internazionale e dei media casa che illustra con chiarezza la determinazione di Israele di chiudere la copertura sul loro occupazione e di apartheid.Dopo aver trascinato tutto internazionali fuori dalle loro case e sotto la pioggia la notte hanno controllato i loro passaporti e perquisito la casa per la voce.Nulla è stato trovato e nulla è stato confiscato.
Più di un migliaio di cittadini palestinesi e israeliani ebrei provenienti da tutto il paese hanno partecipato a una manifestazione Giovedi al checkpoint di Erez, al confine di Gaza.La manifestazione, organizzata dal comitato di alto dei palestinesi israeliani e si è iscritto dalla Coalizione contro l'assedio, faceva parte della settimana internazionale di azione contro l'assedio, segnando un anno per l'attacco israeliano su Gaza, ed è stato coordinato con una dimostrazione simile su l'altro lato del muro .
I manifestanti, circondati dalle forze massiccie dell'esercito israeliano e la polizia, hanno cantato slogan contro l'assedio e discorsi sentiti da alcuni deputati israeliani della Knesset . Dopo circa due ore la manifestazione conclusa pacificamente.
La mattina dopo, Domenica, 25 attivisti israeliani tentato direttamente una marcia in direzione sud verso la Striscia di Gaza dalla spiaggia israeliana di Zikim. Come gli attivisti si stavano avvicinando ad una barriera sono stati fermati da soldati e forze di polizia. Un alto ufficiale di grado ha detto ai manifestanti che non poteva promettere che lui ei suoi uomini avrebbero evitato di aprire il fuoco contro di loro se procedevano. Contestando la legittimità dell'assedio, gli attivisti hanno cercato di attraversare la linea di soldati, e alcuni addirittura provavano dal mare, cercando di nuotare intorno alla barriera. Gli attivisti sono stati subito fermati dalla polizia, con le navi automobile in acqua e cavalli. 16 sono stati arrestati nel sospetto di aver violato un ordine militare, in seguito vengono rilasciati dalla stazione di polizia di Sderot, ma impedivano di tornare in zona vicino a Gaza per due settimane. AATW demonstration against Israel's siege of Gaza
ha rilasciato una dichiarazione in cui chiede che le autorità israeliane rilascino immediatamente, o sottopongano a un giusto processo, tre attivisti dei diritti umani palestinesi che sono detenuti in Israele in seguito alle loro proteste contro la costruzione del muro della West Bank.
In una lettera inviata a Ehud Barak, primo ministro israeliano, Amnesty International ha espresso la preoccupazione che Jamal Juma', Abdallah Abu Rahma and Mohammed Othman siano detenuti per aver legittimamente espresso la propria opposizione contro il muro. Il press release originalesi trova qui
Per aderire all'appello di Amnesty internationalvai qui.
"Piombo fuso", premio speciale in Cineasti del Presente a Locarno
E' stato l'unico sguardo occidentale su Gaza durante l'operazione Piombo Fuso (27 dicembre 08-18 gennaio 09), testimone dei bombardamenti e delle distruzioni, della disperazione dei civili e dei modi di sopravvivere all'assedio, della carestia e dello scetticismo. E Piombo fuso-Cast Lead si chiama ora il documentario cheStefano Savona porta a Locarno, nella sezione Cineasti del Presente (dove ha vinto un premio speciale, unico italiano sul podio). Nato come Shooting Gaza, nel duplice senso di una parola che vuole dire filmare e sparare, è stato più volte rielaborato con tagli e aggiunte dal documentarista siciliano, fotografo, antropologo e viaggiatore, già autore di Primavera in Kurdistannel 2006, candidato al David di Donatello. Prodotto daPulsemedia, Piombo fuso. Il documentario lascia grande spazio alle immagini e ai suoni, dalla frontiera con l'Egitto a Rafah, dove passano solo le ambulanze con morti e feriti e qualche camion di medicine, alle macerie di una moschea bombardata dove i bambini giocano ancora, ai tunnel costruiti sotto la frontiera per mantenere i contatti con il resto del mondo arabo, un sistema che per gli egiziani rappresenta un business e per i palestinesi di Gaza l'unico contatto con l'esterno. Una visione globale della situazione palestinese dà la percezione esatta di un popolo che subisce un genocidio pianificato.
IL TEAM DI "SPARARE A UN ELEFANTE" CHIEDE UNA PROIEZIONE GLOBALE-GIORNATA DELL´URLO GLOBALE PER GAZA IL 18 GENNAIO 2010
Il 18 gennaio 2010 è il primo anniversario della fine dei bombardamenti da parte di Israele della Striscia di Gaza, un attacco che ha avuto inizio il 27 dicembre 2008, ed è durato fino al 18 gennaio 2009, e in cui 1.412 palestinesi hanno perso la vita. Il documentario “To Shoot An Elephant” (TSAE) è testimone oculare dall'interno dellaStriscia di Gazadi quanto è avvenuto in quei giorni. Questo racconto diretto e privilegiato diventa uno strumento con cui possiamo affrontare la propaganda israeliana su ciò che realmente è successo lì e il silenzio della comunità internazionale.Per il suo valore come testimonianza della popolazione civile, TSAE è diventato un resoconto legittimo che racconta ciò che è realmente accaduto lì. È un'immagine insostituibile di ciò che i mass media cercano di nascondere, una colonna sonora eccezionale da ascoltare per chi vive sotto il controllo sionista... Frammenti di realtà, che mostrano come è la vita dentro una “guerra” da cui non vi è alcuna possibilità di fuga.Scarica VideoFileTorrent
Vittorio Arrigoni Atttivista ucciso a Gaza 04.2011
Ci@o Vittorio
Palestine Libere
Salerno 10.01.009 Video
--------Vita Terra e Libertà-------
Con la palestina che resiste
Presidio palazzo della Prefettura
A-Films
a-films è un collettivo autonomo anarchico attualmente presente in europa e in medio oriente. questo collettivo organizza workshops che riguardano la realizzazione di video in diversi paesi del medio oriente, specialmente all’interno di campi profughi palestinesi.
SocialVideoZoneSquatting_Tv(A)utoproduzioni video dal basso.
Si tenta di rendere visiva una realtà della città occultata dai media informativi locali.
Finalizzati ad una difesa sociale sosteniamo problematiche come , l'antimafia politica,la difesa dei diritti fondamentali. la strenua difesa di spazi liberi ,reddito minimo per tutti, lavoro, casa, sanità pubblica, il problema droga proponendo soluzioni alternative come la riduzione del danno,le narcosale inserite in un percorso graduale e di reinserimento totale.
Gary Webb cominciò la propria carriera giornalistica con il Kentucky Post, per poi passare al Cleveland Plain Dealer e, nel 1988, al San José Mercury News. Nel 1990, insieme ai suoi co-redattori, ha ricevuto il premio Pulitzer per la copertura del disastroso terremoto di Loma Prieta. Nell'agosto 1996 il San José Mercury pubblicò la più famosa ricerca investigativa di Gary Webb, intitolata Dark Alliance, che conferì al giornalista notorietà su scala internazionale. Grazie a quest'inchiesta ricevette il premio di "Journalist of the year" da parte della Bay Area Society of Professional Journalists e, nel 1997, quello di "Media Hero Award" assegnatogli dal II Congresso Annuale Media & Democracy. Nel 1999 l'inchiesta Dark Alliance sarà pubblicata anche come libro, con l'aggiunta di molte nuove citazioni di fonti.Links di riferimento:http://www.narconews.com/darkalliance/index.htmhttp://www.narconews.com/darkalliance/drugs/start.htm http://www.lycaeum.org/drugwar/DARKALLIANCE/ Gary Webb vive
In memoria di Gary Webb cliK
Il 10 dicembre 2004 Gary Webb fu trovato morto, con due colpi di fucile alla testa. Le autorità hanno classificato la sua morte come "suicidio", ma permangono diversi dubbi. Infatti, è estremamente improbabile che un suicida riesca a spararsi una seconda volta dopo essersi già colpito alla testa; inoltre, pochi giorni prima di morire aveva confessato ad alcuni amici d'aver ricevuto minacce di morte e di essere pedinato.
Gary Webb Vive Clik
Nella sua inchiesta Dark Alliance Gary Webb sostiene che il traffico di droga a Los Angeles, negli anni ottanta, fu gestito da salvadoregni che destinavano i proventi al finanziamento dei Contras, movimento contro-insurrezionale del paese centroamericano sostenuto dagli USA. Secondo la documentazione presentata da Webb, tale manovra illecita fu condotta con la piena acquiescenza del governo federale e della CIA, che anzi ostacolarono le indagini della DEA.
Il 3 ° annuale NYC anarchica Film Festival in onore diBrad Will, il nostro compagno e collega, assassinato dalla polizia, si svolge il Venerdì,10 aprile 2009sulla Lower East Side.
La terza conferenza annuale NYC anarchica Film Festivalsarà vetrina contemporanea di documentari e video su eventi correnti e movimenti sociali di resistenza palestinese al terrore israeliano a Gaza per la sommossa popolare e recenti scontri che hanno colpito la Grecia istantanea.Registi presenteranno video su ambientalismo radicale, il femminismo radicale, e dei movimenti per la giustizia, come la continua lotta per i diritti umani a Oaxaca, Messico. Vedere i video di coraggiosa resistenza dell' India per l'Europa, in America Latina, negli Stati Uniti dove il dissenso è criminalizzato come il terrorismo.
05:00 - Experimental Video - Video arte accattivante l'idea di sé, la creatività e il nostro rapporto con lo Stato
18:00 - Siamo Everywhere - Progetti anarchico, azioni e narrazioni provenienti da tutto il mondo. Video dal Messico, Palestina, Europa, Europa dell'Est e Asia
07:00 - Squat Me - film sul recupero dello spazio pubblico e privato per il bene comune. Seguita da discussione
08:00 - Giustizia Ambientale - Film si occupano di questioni della giustizia ambientale dalla Nigeria a Copenaghen per gli Stati Uniti.
21:00 - La Polizia di Stato - Film sulla repressione dei movimenti di resistenza negli Stati Uniti e altrove. La democrazia 101 un film sulla tattica della polizia durante le proteste del G20 a Pittsburgh lo scorso settembre.
10:00 - L'insurrezione Ora - da New York a Grecia - Fuck The Police - Presenta circa occupare tutto attuali progetti in California e coinvolgente film sulla ribellione anarchica in Grecia
11:00 - Sorpresa Real Time perfomance audio interattivi da parte dei membri del vuoto collettivo da Atene e altri ospiti.
Ucciso in Mexico Politicamente anarchico, lavorava per Indymedia quando fu assassinato il 27 ottobre 2006 a Oaxaca, in Messico.......... 20 ottobre 2008 il governo messicano ignora le prove schiaccianti.
Brad Will memory
20 ottobre 2008 Il governo messicano ignora le prove schiaccianti dell'omicidio.